Avevo la vecchia y10 di mia madre appena presa la patente. Andava da cani. Il volante era storto, dovevo tirare l'aria anche in piena estate e non aggiungo altro. Alla fine mi rivolgo a mio padre, che ha una concessionaria, per prenderne una. Lui decide di regalarmene una. A gennaio 2004 vado a prenderla. Una peugeot 106 di 11 anni. Blu. Con un'ammaccatura sul davanti, molto bassa. Vabbè, meglio di quella di prima. Tra l'altro la intesta a me. Così l'assicurazione mi viene a costare un macello. Ma vabbè, di nuovo vabbè.
Ieri l'ho portata a revisionare. Le ruote davanti da cambiare, olio da cambiare, filtri da cambiare, lampadine da cambiare e chissà cos'altro.
Alle 18.30 vado a prenderla e mi aspetto un conto da capogiro. C'è il figlio del cugino di mia mamma all'accettazione. In mano ha i fogli della mia revisione, con il conto, il bollino blu, e un servizio gratuito che mi hanno regalato (posso chiamarli per ogni problema da qualsiasi parte d'Italia e non dovrò pagare la chiamata e il loro spostamento). Nel primo foglio c'è una cifra in basso a destra, sembra una fattura, il numero è 154,88. Sarà solo la parte dell'olio, filtri e lampadine penso. Dopo ci sarà quello con le ruote e il resto. Attendo che Matteo mi comunichi il totale e intanto mi scambio qualche sguardo con la mamma.
Ecco, apre la bocca. E pronuncia centocinquantaquattro Herika. Cosa? Incredula apro il portafoglio e lascio dentro varie banconote da 50 che mi ero portata. Mi fa lo sconto. 150 bastano. Che leggeri che sono. Mi spiega che le ruote bastava girarle. Wow. Saluto e ringrazio. Riguardo il conto e scopro che ci sono ulteriori sconti su ogni pezzo.
Il volante ora gira più facilmente, perfino la frizione mi sembra più leggera. Ho dovuto riprendere mano e piede. Mi dirigo verso l'eurobrico, il mondo del faidate. Acquisto un alimentatore per lo specchio luminoso. Credo mi sia costato più dello specchio a Marco.
Uscendo dal mondo del faidate trovo la solita zingarotta che elemosina centesimi. Mi sento buona e più fortunata di lei quindi prendo il mio porta monetine e ne metto alcune nel suo cestino. Lei ringrazia e continua a ripetere "dio ti aiuti" "dio ti benedica" "buon natale" "buon anno" "grazie" e "con 2 euro ti do un cosino" ovvero un addobbo natalizio. Mi è rimasto un solo euro. Ma sembra basti. Mi da una specie di calzetta, molto bella e ci guardiamo negli occhi. Mi ha commosso. Volevo piangere. Era felicissima. Volevo portarla dentro a bere qualcosa di caldo. O a casa mia a mangiare ma no.
Tornerò sicuro al brico. E non tirerò dritto, le darò nuovamente qualcosa. Magari passerò prima dal bar e le porterò una brioche.
Non so se mi sono sentita felice per puro egoismo. Della serie che brava e che buona che sono. Non lo so. Forse non si dona per far felici gli altri ma per sentirci noi meglio. Ma forse non ha importanza, forse quel che basta è farlo.
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